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axel
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calma e sangue freddo...

Venerdì pomeriggio, mentre tornavo a casa, continuavo a fare calcoli e proiezioni. “Se vinciamo, ma anche l’Inda vince sicuro, poi la Roma magari … Poi andiamo a Verona, poi il derby, poi, poi poi…” Di solito riesco a non pensare troppo al futuro e mi concentro sulla partita del momento ma la posta in gioco era alta. Per quanto mi sforzassi i pensieri giravano come trottole. In quel momento mi avessero detto che l’Inda dei “shlafi” (copyright Larry) si sarebbe fatta selvaggiare dai leoni del Gennargentu e che gli aquilotti laziali avrebbero asfaltato con un rotondo 3-0 i pretoriani di Caesar Autem Francisci (volendo sottilizzare un pareggino sarebbe stato anche meglio ma è buona norma non chiedere troppo alla divina provvidenza) proiettandoci ad un solitario terzo posto e con le romane a quattro punti (do per scontato che la Lazzie porterà a casa i tre punti nel recupero contro l’Udinese) avrei firmato col sangue.  Eppure non riesco a godermi il momento fino in fondo. La partita contro il Sassuolo, vinta ma giocata malissimo, mi lascia un retrogusto amaro e molti dubbi.  Stanchezza ? Ansia da risultato ? I ragazzi sono impauriti perché la posta in gioco è salita (la tesi di Gattuso) ? 60.000 a San Siro per un “banale” Milan Sassuolo pesano sulle spalle di una squadra giovane, inesperta e non abituata a giocare per obiettivi importanti ? Non lo so ma a caldo non si ragiona bene ed al momento è meglio lasciare tutto in sospeso. Ci vuole calma e sangue freddo.

“non posso perdereeee…”

Non ho mai avuto molta simpatia per DeZerbi, come non ne ho per chi si atteggia a novello Guardiolino de noaltri. Non più tardi di qualche giorno fa ne scrissi maluccio augurandomi che venisse a San Siro con la stessa sicumera con cui ci aveva affrontato all’andata uscendone con le ossa rotte. Non l’ha fatto. Ci ha studiato attentamente ed ha fatto giocare ai suoi una partita quasi perfetta. Per il primo quarto d’ora ha tenuto la squadra compatta in 20 metri impedendoci di giocare ma lasciandoci il gigioneggiamento incontrastato nella nostra metà campo per vedere se eravamo veramente a corto di fiato. Verificato che non eravamo in grado di imprimere ritmo alla partita, come se improvvisamente avesse dato un segnale (forse l’ha dato veramente), ha alzato la squadra di 20 metri impossessandosi del centrocampo e facendoci correre a vuoto. Ha sfruttato a dovere le qualità di Boga (a proposito, bravino il ragazzo) e Berardi sugli esterni, con Djuricic che usciva ad appoggiare la manovra da vero “falso nueve” ed inserendo i centrocampisti a turno tra le linee mantenendo una superiorità continua a cc. Risultato: non ci abbiamo capito più niente, abbiamo faticato tantissimo a recuperare palla e non siamo riusciti a costruire quasi nulla. Chi sa imparare dai propri errori ha tutto il mio rispetto. Chapeau Roberto, te lo devo, con tante scuse. Hai saputo mantenere calma e sangue freddo anche dopo aver subito un immeritato svantaggio ed anche quando siete rimasti in inferiorità numerica.

“disposto, a sbagliare, solo per crescereeee…”

Tempo fa, ma neanche troppo per la verità, mi imbufalii parecchio con la società rea, a mio avviso, di essere lontana da quel buon modello di gestione di cui avremmo bisogno (e da questo punto di vista sto ancora aspettando) ma anche di non farsi sentire, per non protestare mai, per tutti i torti arbitrali che avevamo subito in sequenza, culminati con quel rigore non dato a Roma che grida ancora vendetta (ma ci torno dopo…). Scrissi anche che sarei ritornato sui miei giudizi nel caso che avessi scoperto che, anziché seguire la moda dello starnazzamento e della protesta isterica, si fossero fatti sentire a porte chiuse nelle sedi opportune con gli argomenti giusti. Non so se l’abbiano fatto per davvero o se sia solo merito di una posizione in classifica che incute un pochino più di rispetto e considerazione, ma la sensazione  che l’atteggiamento arbitrale sia ultimamente mutato ce l’ho, tanto quanto credo che solo un paio di mesi fa, la partita sarebbe finita con un gol annullato alla VAR per fallo di confusione, l’espulsione di Bakayoko per doppia ammonizione ed il giallo a Piatek per simulazione finendo noi in 10 contro 11 anziché il contrario. Forse anche loro hanno saputo mantenere calma e sangue freddo. La stessa che hanno dimostrato nella gestione del caso Higuain. Più passa il tempo più ne sono convinto (e quello che starnazzava per nulla ero io…).

“ci vuole calma e sangue freddo…”

Caro Mateo, non mi sono dimenticato di te. avevo esaurito il tempo ma sono sicuro che avrai presto tutto lo spazio che meriti

In questo periodo fa scalpore, nel senso che ne stanno facendo una guerra di religione, il rigore concesso alla Fiorentina contro i cuginastri. “E’ tutto petto” recitava una vecchia pubblicità e i nerazzurri, nella versione twitterata #pettonetto ne stanno facendo un mantra. Intendiamoci bene, la ladrata c’è tutta, ma non riesco a considerarla peggiore di quella che abbiamo subito noi contro la Roma. C’è solo una differenza. In quel dell’olimpico Maresca, più esperto e molto più sgamato di Abisso, ha risolto il tutto con il più classico dei “ho visto tutto io” con tutta la calma e sangue freddo del mondo, mentre il più giovane ed inesperto si è sentito in dovere di guardare il VAR per poi mantenere la decisione originale. Danno identico, con un rigore che balla, ma impatto mediatico completamente diverso. Naturalmente il buon Marotta ci si è buttato a pesce con grida e strepiti. “Speriamo non risulti decisivo”, come dire: “vedete di non fare i furbi e fate in modo di ridarci i due punti spariti” con quel tono serioso che sa di “lei non sa chi sono io” che lo contraddistingue. Il trasferimento da Torino a Milano non gli ha giovato ed i brutti vizi non li ha persi, peccato che la stessa cosa detta sotto la Mole o in piazza Duomo non abbia la stessa efficacia. Ho paura che se ne accorgerà presto. Se da una parte ho spesso auspicato una società che si facesse sentire non intendevo certo in questo modo. Diciamo che i nerazzurri non perdono occasione per dimostrarci quanto siamo diversi. Scusate se mi sbrodolo un po ma in questi momenti mi sento ancora più orgoglioso di essere rossonero. Loro la calma ed il sangue freddo non sanno nemmeno che sono e riescono sempre a regalarci delle piccole (ma immense) soddisfazioni. Vederli rosicare non ha prezzo.

“non cerco favori , per poi riceverne…”

Chi osa vince. Tu osa e non pensare troppo. Usa l’istinto. La forza dei grandi portieri scorre potente in te …

Un plauso a Donnarumma è doveroso. Anche Sabato gli dobbiamo qualcosa. Una parata, una, ma che vale una partita. Si butta in controtempo su una palla apparentemente impossibile ma ci arriva facendo sembrare semplice una cosa difficilissima. Poi va un po leggero su un paio di tiretti senza pretese senza bloccare ma quando è in fiducia rimedia andando a prendersela con la reattività e la velocità di un ghepardo in caccia. E lui, quando caccia la palla, è davvero un ghepardo affamato. Consiglio a chi non lo avesse mai visto un video su you tube. “150 Gigio Donnarumma”. Divertitevi. Nei momenti peggiori dell’anno scorso l’ho spesso criticato per come giocava (male) ma ne ho sempre difeso le qualità. Quelle sono incontrovertibili e non era diventato un pippone di colpo. Per i portieri la testa è fondamentale perché vivono di concentrazione massima e devono condensare in millisecondi tutto quello che hanno dentro. Se hai la testa piena di pensieri, se non ti senti adeguato, se non sei calmo e tranquillo, limiti il tuo istinto. E limitare l’istinto a Donnarumma è come somministrare una dieta a base di bromuro a Rocco Siffredi. Per me è quello che gli è successo l’anno scorso a fronte di tutto il clamore legato al rinnovo ed alle esternazioni continue del suo ingombrante (in tutti i sensi) procuratore che aveva esasperato l’ambiente e la tifoseria fino ad arrivare alla dura contestazione. Quest’anno, complice il silenzio del panzerotto ripieno (di cosa lo lascio decidere a voi), forse per le inchieste gli girano intorno, come sospetta MattLeTiss o perché con Leo e Paolo pensa gli convenga non discutere troppo, o forse per tutte e due le cose, ma alla fine non importa, stando il più possibile lontano dai riflettori si è ricostruito. Credo che anche i nuovi preparatori siano stati bravi ridandogli tranquillità, allenandolo bene e iniziando a correggere alcuni limiti (tra quei pochissimi che ha). Il risultato è: “150 Gigio Donnarumma”, rifatevi gli occhi. Se aveva perso calma e sangue freddo, beh, li ha ritrovati; per fortuna altrimenti non saremmo qui a sognare una qualificazione CL.

“marco a uomo tutta l’aggressività, ma non posso privarmi del nome che porto, conscio di una brutta popolarità…”

Ma, come ben sapete, non è certo finita qui. Sabato ci aspetta un’altra trasferta insidiosa. Un Chievo che giocherà a cuor leggero perché non ha nulla da perdere. Una di quelle partite nelle quali tutto da perdere l’abbiamo noi e che a volte si trasformano in incubi ma che dobbiamo vincere per arrivare al derby per giocare la mano con gli assi in nostro possesso e senza l’assillo della vittoria a tutti i costi. Se tutto va bene potremmo accontentarci anche di un pari visto anche il calendario abbastanza favorevole dove i “piagnisteoni diversamentespondati” devono ancora incontrare la Roma stessa e, di riffa o di raffa, una delle due (o tutte e due in caso di pareggio) dovranno lasciare punti preziosi.  Ma a Verona non si deve scherzare nè pensare che ci sia tutto dovuto. Rino, ragazzi, mi raccomando. Inutile dire che…

“…ci vuole calma e sangue freddo”. FORZA MILAN; SEMPRE !

Axel

axel
Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.